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Ludopatia e dipendenza da slot machines: caratteristiche e impatto

6 Lug 2020

Tempo di lettura: 5 minuti

Ludopatia e dipendenza da slot machines: caratteristiche e impatto

Come si manifesta la ludopatia? Quali sono le caratteristiche specifiche delle slot machines che ci spingono al gioco fuori controllo?

Eukinetica nasce con lo scopo di trasferire il più alto livello di consapevolezza possibile in merito alle tematiche del benessere. Pertanto, anche il modulo dedicato al contrasto alle dipendenze vuole essere un pilastro tra i nostri percorsi di lavoro. Conosciamo bene quanto l’esposizione ad una o più dipendenze possa rendere fragile una persona, una famiglia e una società intera.

Negli ultimi decenni, la ludopatia si è fatta sempre più spazio tra la popolazione raggiungendo picchi di fatturato davvero degni nota. Per ottenere questo risultato, il mondo del gioco d’azzardo ha fatto davvero passi da gigante.

Per saperne di più, abbiamo voluto condividere un articolo della Dottoressa Kudra Andrée che mette in luce alcune caratteristiche della dipendenza da Slot Machine, le sfaccettature di uno studio psico-ambientale e i risvolti nefasti che purtroppo non si sono fatti attendere. Naturalmente, rispettando lo stile Eukinetica, non mancano piccoli consigli pratici per cercare di fermare un’emorragia, che per molti, si è tramutata in una realtà economica insostenibile.

Buona Lettura!

LA DIPENDENZA DA SLOT MACHINES: L’IMPATTO DELLE CARATTERISTICHE


In Italia l’industria del gioco d’azzardo ha rappresentato nel 2017 un giro d’affari di 101 miliardi, per raggiungere nel 2018 i 107 miliardi. Il documento annuale dell’ADM 2019 ha evidenziato un costante aumento dell’uso delle slot VLT che nel 2017, insieme alle slot machine, hanno fatto guadagnare allo Stato 9 miliardi di euro.


La possibilità di una dipendenza derivante da questa macchinetta mangiasoldi è tutt’altro che remota, e non intacca solo una cerchia ristretta della società ma è una condizione che sempre più interessa la vita di molte persone.


Una delle spiegazioni di questo fenomeno può essere ritrovata proprio nelle caratteristiche strutturali delle slot machine e degli ambienti di gioco in cui esse sono collocate, che influenzano in modo significativo la frequenza di gioco e quindi aumentano il rischio di dipendenza.

LUDOPATIA, LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI INTERNE DELLE SLOT MACHINES


• Sapevate che il pulsante d’arresto/spin delle slot non ha alcun effetto sul funzionamento interno della macchina?

Il pulsante “Spin” delle slot machine

Ciò che fa funzionare la slot è un microchip chiamato RNG (Random Number Generator) grazie al quale vengono preventivamente fissati i payout (il più delle volte impostati su basse ricompense). L’RNG genera un numero tra 1 e 4 miliardi al secondo, determinando la posizione di rulli virtuali che si traduce con simboli sullo schermo. Il soggetto che schiaccia un pulsante o tira una leva è solamente un mero catalizzatore dell’evento, avendo tuttavia l’impressione di essere attivo.


• Vi è mai capitato di trovare sul Gratta e Vinci un numero che si avvicinava a quello vincente (ad esempio 22 anziché 23) e aver pensato “Ho quasi vinto”?


Questa distorsione cognitiva – nota nella letteratura come Near Miss -quasi vincita– è subdola nel suo funzionamento, poiché attiva l’area corticale dell’insula processando un’oggettiva perdita come un quasi successo.
Il nostro cervello è biologicamente predisposto a rimettere in atto comportamenti che ci avvicinano ad un successo ed ecco che, nel caso dell’azzardo, la persona continuerà a perseverare nel gioco sentendosi sempre più vicina all’obiettivo. Per aggravare le conseguenze di questa distorsione, nelle slot vengono affiancati alle near miss indizi ambientali e sensoriali discordanti (luci, musiche e grafiche visive) che dovrebbero accompagnare una vincita.

Natasha Schüll, nel suo libro “Le architetture dell’azzardo”, descrive come questa dipendenza sia una coproduzione in cui il soggetto viene catturato dalle affordance della macchina e in seguito trascinato nella “zona” riducendo al minimo la consapevolezza di alterità tra macchina e soggetto. Si crea la contingenza perfetta che porta al prolungamento delle sessioni di gioco, in una sorta di flow negativo che si auto-perpetua.
Un chiaro esempio di caratteristiche strutturali interne che creano questo circolo vizioso sono quelle riscontrate nelle slot dei casinò di Las Vegas, strutture dotate di cabine isolanti, sedie e pulsanti vibro tattili che diminuiscono la consapevolezza corporea e quindi la distinzione me-macchina. Anche il denaro subisce una riprogettazione, per renderlo immateriale, utilizzando biglietti con codici a barre e tessere direttamente collegate alle carte di credito. Questo porta a ricaricare le slot nel minor tempo possibile, senza necessità di alzarsi per cambiare il denaro al banco e quindi interrompere l’esperienza, e crea nel corpo e nella mente uno stato di incoscienza e automatismo.


Più recentemente è anche stato analizzato come l’uso dell’antropomorfizzazione (quindi l’attribuzione di caratteristiche umane come intenzione e stati mentali) possa far protrarre il tempo di gioco, con conseguente perdite economiche. Il risultato più sbalorditivo e allarmante dello studio condotto da Riva e colleghi nel 2015 è stato constatare che, anche i non-giocatori (mai entrati in contatto con le slot fino a quel momento) erano largamente influenzati dall’antropomorfizzazione della macchina e giocavano per più tempo, e più soldi, rispetto al gruppo di controllo

LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI ESTERNE DELLE SLOT MACHINES

Ambienti chiusi avvolti nella penombra, senza finestre né orologi, sistema filtrante d’aria e arredamento interno che conduce letteralmente alle postazioni di gioco.

Un esempio di postazione di gioco con slot machine


Questa potente relazione tra luogo, tecnologia e psicologia spiega perché così tante persone sentano l’urgenza di tornare in questi luoghi. Lo schema progettuale è spesso diviso in due zone, quella all’ingresso è adibita alle interazioni sociali mentre l’annesso adiacente, dove si trovano le slot, è più piccola con alti sgabelli e slot ben allineate. Questi sgabelli incoraggiano a stabilire una relazione solitaria con ciò che sta accadendo sugli schermi e non lasciano possibilità di interazione diverse dal gioco.


Anche l’anonimato è importante ai fini dell’immersione del player nella zona, e le luci soffuse e il silenzio, interrotte solo dal suono della cascata di monete, creano un’atmosfera quasi religiosa.

Le caratteristiche che abbiamo elencato influiscono su tutte le persone -anche se con diverse intensità– proprio perché vanno ad agire su circuiti neurali, distorsioni cognitive e difficoltà di visualizzazioni matematiche (come nel caso della comprensione del funzionamento dell’RNG) che sono proprie del cervello e del comportamento umano.


SLOT MACHINES E LUDOPATIA, I CONSIGLI PER CHI SI APPROCCIA AL GIOCO D’AZZARDO

I consigli per chi si voglia affacciare al mondo del gioco d’azzardo è:

  1. Considerarlo come un’attività di intrattenimento, mai con l’aspettativa di farne una fonte di denaro
  2. Avere la consapevolezza e allenarsi a riconoscere le distorsioni e architetture, che sono state volontariamente inserite, al fine di tenerci incollati al gioco sempre per più tempo di quanto vorremmo.
  3. Porre ulteriore attenzione nel momento in cui si vince una somma significativa, poiché si diventa inconsciamente più vulnerabili all’idea che sia facile ricavare soldi dal gioco.


Ricordiamo infine che dopo una grande vincita o dopo essere stati attirati nella “zona” è estremamente difficile chiedere a noi stessi di prendere decisioni logiche e razionali, e quindi protettive.


Negli ultimi anni, proprio per questo motivo, si stanno elaborando piani di prevenzione ed intervento non focalizzati sulla consapevolezza dell’individuo in quel momento, ma sul blocco fisico delle macchine nel momento in cui il giocatore raggiunge i livelli di gioco e scommessa, che potrebbero avere effetti deleteri sulla persona, con ricadute economiche e socio-familiari. Perché rischiare?

Kudra Andrée, Dottoressa in Psicologia del lavoro e benessere nelle organizzazioni

Bibliografia: Schüll, N. (2015) Architetture dell’azzardo. Progettare il gioco, costruire la dipendenza. Novara: Sossella Edizioni.

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Scritto da Elisa Gerardis

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