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Come aiutare il nostro organismo a difendersi dal coronavirus

11 Mar 2020

Tempo di lettura: 6 minuti

Come aiutare il nostro organismo a difendersi dal coronavirus

Sono giorni difficili per tutti noi. Siamo bombardati da informazioni che, se da un lato sono necessarie, dall’altro rischiano di limitare il nostro sguardo su come proteggerci dal contagio esternamente, nella società. Quindi, tutti chiusi in casa, certo, ma basta così? Perché non provare a capire anche cosa possiamo fare per irrobustire il nostro sistema immunitario?

Siamo nel pieno di un periodo in cui l’umanità tutta è chiamata a vivere una realtà d’isolamento inaspettata e unica nel suo genere.

Sappiamo tutti come dobbiamo comportarci per ridurre le probabilità di contagio: lavarsi spesso le mani, tossire e starnutire nella parte interna del gomito e proteggersi il volto con una mascherina, soprattutto se si è un soggetto a rischio o potenzialmente portatore sano. Ma come possiamo aumentare le nostre difese individuali? Di questo vi parlerò oggi, nella speranza che il buon senso nei gesti quotidiani e un po’ di conoscenza in più bastino a farvi passare indenni attraverso queste settimane così… fuori dell’ordinario.

Irrobustire il sistema immunitario

Aumentare le nostre difese individuali significa irrobustire il nostro sistema immunitario.  Prima di parlare di cosa è possibile fare, ritengo sia importante essere consapevoli di come il sistema immunitario sia più o meno funzionale a seconda delle nostre abitudini. Chi ha una condizione di immunodepressione è più facilmente aggredibile dal virus, e questo lo sappiamo tutti. Quel che forse non è altrettanto chiaro è che sono molti i fattori che possono determinare gradi diversi di immunodepressione. È stato dimostrato, ad esempio, che situazioni di stress prolungato a livello emotivo (ad es. ansia) inducono ad una minore funzionalità del sistema immunitario. Non allarmiamoci, siamo tutti più o meno stressati: il punto è darci un taglio in queste settimane. I tempi di ripresa del nostro corpo, se adeguatamente supportato anche a livello alimentare, possono essere relativamente brevi.

Le tre funzioni del sistema immunitario

Il sistema immunitario ha tre funzioni principali:

  • Proteggere l’organismo dagli agenti patogeni esterni capaci di causare malattie;
  • Rimuovere le cellule e i tessuti, danneggiati o morti e i globuli rossi invecchiati;
  • Riconoscere e rimuovere cellule anomale come quelle tumorali.

L’azione di difesa da virus, batteri, funghi e parassiti che possono introdursi nel nostro corpo attraverso il cibo e le bevande consumate, l’aria respirata, rapporti sessuali, ferite e altro ancora, si attiva grazie a una triplice linea di difesa costituita da barriere fisiche e chimiche, dalla risposta infiammatoria e dalla risposta immunitaria.

In buona sostanza, l’organismo ha valide possibilità di difesa, soprattutto nella misura in cui ci si applichi, tra un compleanno e l’altro, per mantenere ben attivo e prestante “l’esercito della salvezza” senza comprometterne la funzione con uno stile di vita smodato.

Tre linee di difesa del nostro organismo

La “prima linea”, per così dire, è costituita dalla cute e a seguire dal sebo, dal sudore, dal muco secreto dagli apparati respiratorio, gastroenterico e genitale, da alcuni enzimi presenti nelle lacrime e nella saliva, dall’epitelio ciliato capace di trattenere corpi estranei che fanno ingresso dalle vie aeree, e infine dalla temperatura corporea che, innalzandosi, inibisce la crescita di alcuni patogeni.

La seconda linea difensiva si innesca qualora le difese della prima linea fallissero. Essa è costituita dalla risposta immunitaria innata o aspecifica presente sin dalla nascita, che si attiva rapidamente e indiscriminatamente contro l’attacco di qualunque agente patogeno. Fanno parte di questo “esercito della salvezza” tutti i globuli bianchi presenti nel sangue.

Batteriofagi all’opera, foto del Dr. Graham Beards, en:Image:Phage.jpg, CC BY-SA 3.0

La terza linea difensiva è rappresentata dall’immunità specifica non innata, ovvero i linfociti B (che si formano nel midollo osseo), T (che si formano nel timo) e NK (natural killers anch’essi originati dal midollo osseo) che si generano solo dopo il contagio e intervengono solo se vengono eluse le due prime linee difensive.

Dove si trovano, in concreto, le nostre difese? Dove stanno, per così dire, le caserme dei nostri soldati della salvezza? Milza, timo, linfonodi, midollo osseo, tonsille, appendice vermiforme e placche di Peyer nell’intestino, oltre ai globuli bianchi sparsi nel sangue, hanno il delicato compito di difenderci da aggressioni esterne.

Proteggiamo i nostri polmoni

La prima cosa da fare, sapendo che il virus aggredisce i polmoni, è proteggere la mucosa polmonare. Se sei un fumatore, il suggerimento è di ridurre al minimo le sigarette fumate, meglio ancora se sfrutti questo periodo, in cui siamo forzatamente chiamati a stare con noi stessi, per fare qualcosa di straordinario per te e la tua salute: smettere di fumare. In questo modo permetterai alle mucose di riabilitarsi e di poter fronteggiare al meglio il potenziale attacco del virus.

Illustrazione di Marcello Malpighi, 1661.

Secondariamente, suggerisco di dedicarsi a fare camminate all’aperto a passo svelto ogni giorno almeno per mezz’ora, attività che, oltre ad allenare i diversi apparati dell’organismo, ha la capacità di attivare i canali di smaltimento delle tossine accumulate a vantaggio di una migliore performance del sistema immunitario. Infatti, la sedentarietà favorisce il ristagno dei fluidi e delle secrezioni, che rappresenta la condizione favorevole per l’insorgere di patologie.

Curiamo il nostro intestino

Un altro regalo che possiamo farci è quello di rivedere lo stile di vita alimentare. Già nel 2500 a.C. Ippocrate aveva intuito l’importanza della salute intestinale asserendo che “tutte le malattie cominciano dall’intestino”. Anche la Medicina Cinese insegna che i polmoni e l’intestino tenue sono in stretto collegamento e che sono, pertanto, capaci di condizionarsi vicendevolmente. L’appendice vermiforme e le placche di Peyer (contenute nell’intestino tenue), rappresentano circa il 60% del sistema immunitario organico e la loro salute è garanzia di una buona salute generale.

In un passato non troppo distante, l’appendice veniva rimossa chirurgicamente con troppa leggerezza qualora fosse colpita da infiammazione, un po’ come le tonsille del resto. È bene sapere che queste due apparentemente insignificanti parti del corpo svolgono, di fatto, un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria dell’organismo.

Ci sono alimenti e bevande capaci di generare stati infiammatori dell’appendice e delle placche di Payer, condizionandone la loro funzione protettrice. Tra questi vanno ricordati le bevande alcoliche, il caffè e tutti gli alimenti che contengono sostanze chimiche che possono facilmente diventare tossiche (ad es. conservanti). Rafforzano invece il sistema immunitario gli estratti di frutta e verdura grazie al loro contenuto di micronutrienti (minerali e vitamine).

Specificamente per quel che riguarda i coronavirus, le linee guida del Ministero della Salute suggeriscono di astenersi dal consumo di carne e pesce crudi, mentre il consumo di frutta e verdura crude deve avvenire solo dopo un adeguato lavaggio, preferibilmente con acqua calda dato che il virus è termolabile. Infatti, temperature superiori ai 30° ne favoriscono la morte. Sull’onda di ciò, consiglio il consumo di bevande calde, non bollenti per evitare l’aggressione delle mucose gastroenteriche, magari con del limone spremuto che ha un’azione disinfettante notevole.

Lo stress, questo nemico

Lo stress in tutte le sue forme—alimentare, emozionale, fisico—induce una risposta ormonale che non agevola l’azione immunitaria. L’eccessiva secrezione di ormoni tipici dello stress come il cortisolo, rappresenta un’interferenza con la necessità attuale di tenersi in forma dal punto di vista della risposta immunitaria. Per questo motivo, oltre ad un’alimentazione che privilegi alimenti vitali—come frutta e verdure di stagione crude—può tornare utile anche dedicarsi a pratiche meditative e a esercizi di de-stress dell’organismo, come camminare all’aria aperta, fare esercizi respiratori e stretching. È rinomato che l’intestino sia il “secondo cervello”, pertanto pensieri agitati condizionano la salute intestinale e, di riflesso, quella del sistema immunitario. 

Nell’immagine qui sotto riporto un semplicissimo esercizio che, fatto regolarmente, aiuta ad alleviare tensioni e situazioni di sovraccarico. Questo favorisce un miglior riposo e, di conseguenza, una migliore risposta ormonale per la produzione di serotonina capace, invece, di sostenere il sistema immunitario.

In conclusione

Per concludere, una parola sul lato emotivo di questi giorni. La paura porta a forme di dipendenza: dalle informazioni, dalle medicine, da emozioni negative come la rabbia… Ecco, stiamo attenti alla paura (e alla rabbia) ed esponiamoci con equilibrio alle fonti mediatiche dal momento che, in eccesso, queste sono capaci di indurre reazioni non vantaggiose per mantenere l’equilibrio interno.

Se questo che stiamo vivendo dev’essere un periodo di sospensione e riflessione—e non possiamo fare altro—bene, che lo sia per davvero. E quindi concentriamoci, facciamo spazio dentro a intorno a noi, e amiamo la vita anche quando ci mette alla prova.

Giovanni Castellani

Partner, Training Trainer & Coaching Eukinetica

giovanni.castellani@eukinetica.it

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Scritto da Pierpaolo

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