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Il binomio vincente ergonomia-microginnastiche

14 Set 2020

Tempo di lettura: 4 minuti

Il binomio vincente ergonomia-microginnastiche

Malattie e disturbi muscolo scheletrici da sovraccarico biomeccanico (o “DMS”) sono molto diffusi tra i lavoratori indipendentemente da sesso ed età e rappresentano una delle principali cause di assenteismo dal posto di lavoro: nel quadriennio 2005-2009 i casi di DSM denunciati all’INAIL si sono più che raddoppiati, passando dai 7.926 del 2005 ai 16.593 del 2009.

Sappiamo tutti che le conseguenze dei DMS sono pesantissime (scusate il gioco di parole) anche ad altri livelli:

  • causano possibili riduzioni salariali e sofferenza personale per i lavoratori
  • riducono l’efficienza aziendale
  • impattano sulla spesa sanitaria e previdenziale.  

Cosa causa i disturbi da sovraccarico biomeccanico?

La prima immagine che viene in mente, scommetto, è quella di un lavoratore che deve alzare un peso. Sebbene questo sia corretto, in realtà i dati ci dicono che la stragrande maggioranza dei DMS sono dovuti a prolungati periodi di inattività in posizione seduta. Infatti la posizione seduta, oltre a favorire il ristagno dei liquidi organici, alimenta la rigidità muscolare e i carichi a livello di tutte le articolazioni e, nella fattispecie, a livello della colonna vertebrale. E sai in media quanto tempo passiamo seduti ogni anno? 1.700 ore solo considerando le ore di lavoro!

Se stai pensando “in azienda abbiamo sedie ergonomiche quindi siamo a posto” beh, continua a leggere… La sola ergonomia — che si traduce concretamente in tipi specifici di sedie, tavoli e procedure di lavoro descritte nei piani di rischio ergonomico — non può bastare per scongiurare l’insorgenza di patologie a carico dell’apparato locomotore. Per spiegarmi meglio utilizzerò l’esempio della posizione seduta.

Anatomia dello stare seduti

Analizziamo cosa effettivamente accade all’apparato locomotore nella posizione seduta: in primo luogo, a seconda dell’inclinazione del sedile si avrà un impatto più o meno importante sulla posizione del bacino e, di conseguenza, sulla disposizione delle curve della colonna vertebrale e sui carichi assiali che graveranno sui dischi intervertebrali.

Un sedile inclinato in avanti rispetta le necessità fisiologiche del bacino e del rachide (vedi figura, esempio di destra) dato che mantiene il bacino in antiversione e il tratto lombare in lordosi, che è ciò che la nostra natura vorrebbe per mantenerci in buona forma. Al contrario, un sedile inclinato all’indietro (a sinistra) orienta il bacino in retroversione e modifica la curvatura fisiologica del tratto lombare verso la rettificazione o, peggio ancora, l’inversione di curva, quindi in cifosi. Queste condizioni sono il terreno fertile per l’insorgenza di patologie a carico dei dischi che vedono aumentare di molto il carico che grava su di essi, predisponendo all’insorgenza di protrusioni e/o ernie discali.

In secondo luogo, passando ora agli effetti sui muscoli, la posizione seduta mantiene una condizione delle ginocchia piegate che, di riflesso, diverrà terreno fertile per la rigidità della muscolatura posteriore delle cosce, responsabile proprio della flessione del ginocchio. In anatomia i muscoli sono sempre accoppiati in agonisti e antagonisti: più l’antagonista è elastico e meglio lavorerà l’agonista (e viceversa). Nella posizione seduta i flessori delle ginocchia, gli agonisti in questo caso, sono in una condizione di costante accorciamento e, nel medio e lungo periodo, tenderanno a perdere la necessaria elasticità di cui hanno bisogno per svolgere al meglio la propria funzione e per assecondare quella dei loro diretti antagonisti–in questo caso i quadricipiti–che stendono il ginocchio da piegato.

L’ergonomia da sola non basta!

Per quanto possa essere ergonomica, una sedia o poltrona non potrà mai essere sufficiente per compensare il disagio derivante dal fatto stesso di stare seduti. È fondamentale che ergonomia e microginnastiche vadano a braccetto. Non ti spaventare, non si tratta di fare esercizi che ti sgualciscono il completo! 😉 Ho detto MICROginnastiche, e queste possono anche essere passive, come vedi in figura.

Il peso della coscia schiaccia la pallina che si trova posizionata tra il sedile, qualunque esso sia, e la coscia stessa. La pallina, fatta di un materiale denso come il PVC, tenderà a deformarsi sotto il peso della coscia ma, data la sua elasticità, riuscirà a dare una spinta verso l’alto nel tentativo di recuperare la sfericità.

Questa azione porterà a generare una pressione nel punto di contatto tra la pallina e il muscolo della coscia, molto simile alla pressione esercitata dai massaggiatori per allentare le contratture muscolari, quindi una sorta di automassaggio.

La magia che questo semplicissimo gesto produce è legata all’azione di allungamento muscolare che si determina. Normalmente, il muscolo in appoggio sul sedile percorre un tragitto lineare: al contrario, dopo aver inserito la pallina, il tragitto del muscolo subisce inevitabilmente una modificazione allungando il proprio percorso. In questo modo è possibile fare stretching e garantire la giusta elasticità ai flessori delle ginocchia mentre si è seduti a svolgere la propria professione. Non male vero?

In conclusione

Detto ciò, noi di Eukinetica suggeriamo sempre di prendere una pausa ogni 20 minuti circa per alzarsi dalla sedia e distendere al meglio questi muscoli proprio perché la posizione seduta è quella che incide maggiormente in termini di carichi sull’apparato locomotore. Le microginnastiche che abbiamo ideato e che proponiamo calzano ad hoc per ogni necessità professionale e completano al meglio l’azione dei vari dispositivi ergonomici.

Così come è bene che ergonomia e microginnastiche si completino a vicenda, è necessario che ci sia collaborazione tra datori di lavoro, lavoratori, parti sociali ed istituzioni per “debellare” i DMS. Noi di Eukinetica siamo pronti a fare la nostra parte in questo gioco di squadra!

Giovanni Castellani

Training Trainer & Coaching

giovanni.castellani@eukinetica.it

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