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Educazione alla calma, o Weeks4Run2Health

11 Mag 2022

Tempo di lettura: 6 minuti

Educazione alla calma, o Weeks4Run2Health

Due anni dopo l’insorgenza del COVID-19 che ha stravolto la vita di molte persone, a livello aziendale è cresciuta la necessità di portare moduli formativi per i dipendenti funzionali a ritrovare il miglior equilibrio interiore.

Ecco allora che discipline come lo yoga, la mindfulness, la meditazione sono tornate alla ribalta. Questo aspetto è emerso anche nella nostra ultima indagine condotta su oltre 100 HR: puoi scaricarla qui.

Durante questo periodo caratterizzato dallo stravolgimento delle abitudini lavorative e non solo, il sistema nervoso di molti è stato messo a dura prova sia per l’incertezza tuttora in atto relativa a quando effettivamente si tornerà alla “normalità” di un tempo, sia per gli adattamenti che ognuno ha dovuto escogitare per mantenere la propria operatività lavorativa, laddove non la si sia persa a seguito di licenziamenti e altro.

Oltre a dover improvvisare postazioni di lavoro domestiche spesso prive dei requisiti minimi ergonomici per salvaguardare la salute dell’apparato muscolo scheletrico, molti hanno dovuto confrontarsi con debolezze personali come la compulsione alimentare, il time management, l’iper-connessione digitale, la solitudine e altro, oltre che con la difficile convivenza con i propri familiari impegnati anch’essi a lavorare o a seguire lezioni scolastiche in DAD.

Tutto ciò ha comportato inesorabilmente alla perdita dell’equilibrio interno, in alcuni casi già messo a dura anche precedentemente la pandemia per svariati motivi.

Eukinetica allora ha messo a punto un modulo formativo integrato, “Educazione alla calma”, per favorire questo processo di riequilibrio.

Leggendo questo articolo conoscerai:

  • Le ripercussioni che il COVID-19 ha generato a livello gestionale 
  • Gli effetti dello stress derivato sull’organismo 
  • Come la consapevolezza, volontà e l’autodisciplina rappresentino le fondamenta imprescindibili per ritrovare la serenità 
  • Le sei A a supporto della risalita
  • L’importanza di un intervento integrato per recuperare l’equilibrio interno

Come sono cambiate le abitudini durante la pandemia

Una delle primissime necessità avanzate dalle aziende ai propri dipendenti per garantire il “distanziamento sociale”, funzionale al contenimento dei contagi, è stata quella di chiedere loro di lavorare da casa, senza però considerare cosa per molti ciò avrebbe potuto significare; d’altronde, in uno stato di emergenza come quello che abbiamo vissuto, non c’è stato nemmeno il tempo di porsi determinate domande, si è agito e basta e ognuno ha fatto il meglio che poteva con le risorse a disposizione.

Chi si è dovuto confrontare con la mancanza di spazi fisici idonei all’interno delle quattro mura, chi con la convivenza con uno o più familiari, chi con strumenti non all’altezza per svolgere al meglio il proprio lavoro (connessione wi-fi scadente, monitor, tastiera, mouse, ecc..), chi con la desuetudine a lavorare da casa che ha comportato rallentamenti nell’operatività, chi ha subito l’effetto delle “memorie impresse” entro le quattro mura e spesso è caduto in tentazione a guardare TV, mangiare in continuazione, svegliarsi più tardi la mattina, chi invece ha aumentato a dismisura le ore lavorative. 

Insomma, al netto di chi ha saputo trovare brevemente la migliore soluzione per adattarsi alla nuova situazione uscendo pressoché indenne o limitando al minimo le ripercussioni, ancor oggi molti risentono del radicale cambiamento imposto l’emergenza sanitaria, poiché si è persa la distinzione tra ambiente di lavoro e quello domestico.

Abbiamo indagato su come sono cambiate le abitudini tra i lavoratori durante la pandemia intervistando 100 HR Manager. Scopri le loro risposte, scarica ora la survey.

Quali effetti psicofisici ha scatenato la pandemia?

Se da un lato le misure restrittive imposte dal Governo hanno permesso di contenere il numero dei contagi, dall’altro la pandemia di COVID-19 ha generato una cascata di effetti che, probabilmente, saranno di complessa gestione. 

In modo particolare gli esperti sono preoccupati per gli effetti che hanno colpito e che potranno colpire in futuro soggetti psicologicamente fragili o maggiormente esposte alla crisi finanziaria derivante da questa pandemia.

Uno studio realizzato dal dipartimento di Scienze Biomediche di Humanitas University (fonte Fondazione Umberto Veronesi) su una campione di 2400 soggetti ha evidenziato che il 21% degli intervistati ha peggiorato il proprio rapporto con il partner e il 13% con i propri figli. Il 50% del campione ha riferito che un’aumentata fatica percepita durante l’attività lavorativa, mentre il 70% degli studenti a dichiarato un netto calo dell’attenzione a scuola e durante lo studio.

Non solo, il 14% degli intervistati ha ammesso di aver iniziato ad assumere ansiolitici o sonniferi, mentre il 10% ho ricorso al consumo di antidepressivi; chi già ne faceva uso ha avuto un incremento del dosaggio pari al 19%.

Inoltre, il 21% ha riportato sintomi ansiosi clinicamente significativi e il 10% ha avuto almeno un attacco di panico senza averne mai avuti prima nella vita; un altro 20% ha riportato sintomi clinicamente significativi di disturbo post traumatico da stress (PTSD) legato alla pandemia, mentre il 28% ha dichiarato sintomi ossessivo-compulsivi.

Dal punto di vista alimentare si sono verificati problemi quali l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il binge eating (abbuffate alimentari).

È aumentata molto anche la percentuale di sedentarietà che rappresenta uno dei fattori primari per l’insorgenza di patologie muscolo scheletriche e patologie da ristagno, inoltre si registra un aumento di disturbi legati all’insonnia e al technostress dovuto all’iper-connessione digitale (computer, TV smartphone e social).

Consapevolezza, volontà e autodisciplina per risalire la china

Ricordo perfettamente un insegnamento di un mio mentore che asseriva quanto la consapevolezza rappresenti il miglior solvente per ogni problema. Se poi questa è supportata da un incrollabile volontà allora riprendere in mano il timone della propria vita non sarà impossibile.

Essere consapevoli di avere un disagio pone le basi per poter riemergere dalle “sabbie mobili”, e la successiva azione aiuta concretamente a recuperare l’equilibrio perduto. 

Il miglior agire è sostenuto da un buon piano di azione adeguatamente strutturato che non lasci spazio e ripensamenti e che, in occasione di cadute, favorisca il sapersi rialzare e riprendere il cammino verso il benessere psicofisico naturale.

In quest’ottica percorsi di coaching individuali o corsi formativi integrati rappresentano un valido strumento per creare il miglior piano d’azione e raggiungere in breve tempo l’autonomia.

Le sei A per risalire con la giusta energia

Amor proprio, atteggiamento, alimentazione, allenamento, alleati, ambiente.

L’amor proprio è l’ingrediente più importante; volersi bene e riconoscere il valore della propria salute ed esistenza, ci porta a fare emergere quella forza di volontà imprescindibile per ritrovare la via del benessere, al riparo da cadute e fallimenti. 

Un atteggiamento proattivo sostenuto da un robusto piano d’azione ti porterà in breve tempo a ricordare con chiarezza com’eri prima della pandemia. Vivere una potenziale caduta non come un fallimento ma come un’esperienza per migliorare il proprio agire, ti permetterà di trovare la forza volontà per rialzarti e ripartire. Non importa quante volte cadi, importa che ogni volta sai rialzarti e ripartire con maggior convinzione. 

L’alimentazione è il nutrimento di cui ha bisogno il corpo per trovare la giusta energia per risalire; il comfort food (che ha subito un’importante impennata di consumi durante la pandemia) condiziona in modo disfunzionale l’energia vitale oltre che i pensieri. È risaputo che nell’intestino sia presente una percentuale di neuroni legati all’emotività; il consumo di alimenti scarsamente vitali influisce sull’umore e, di conseguenza, sulla volontà di agire. In questi casi percorsi detox aiutano a fare un reset utile per ritrovare la migliore energia per attivarsi.

L’allenamento, assieme all’alimentazione e al mental training costituisce il più potente farmaco naturale; l’attività fisica per elezione è la Camminata Allenante del Benessere, che fa parte dei moduli formativi di Eukinetica. Permette sia di allenare l’organismo, sia il drenaggio delle tossine accumulate; è una sorta di meditazione dinamica. 

Gli alleati sono una parte fondamentale per risalire; crearsi un gruppo di pari che condivide lo stesso scopo aiuta ad alleviare il peso di quanto c’è da fare; l’alleato più importante comunque è il diretto interessato che deve essere capace di educare al meglio le proprie parti auto sabotanti.

Infine, prevedere di passare qualche momento della giornata in un ambiente naturale favorisce la produzione di endorfine, meglio ancora se l’attività fisica sia svolta in ambiente naturale e magari con un buon gruppo di alleati.

Educazione alla calma (o Weeks4Run2Health)

Il corso di educazione alla calma di Eukinetica è un corso integrato di recente produzione che comprende proprio tutti quegli ingredienti funzionali per ottenere il migliore risultato.

Sapere dove e come intervenire per migliorare il proprio stile di vita è garanzia per un risultato concreto e duraturo.

Educazione alla calma consta di moduli formativi quali: postura e movimento, respirazione, alimentazione consapevole, mental training, e allenamenti outdoor (Camminata Allenante del Benessere, Avviamento Corsa e Corsa Spinta) per riportare le persone a muoversi con consapevolezza affinché riprendano saldamente in mano le redini della propria salute.

Recentemente abbiamo testato questo format presso un’importante azienda coinvolgendo un gruppo di 120 volontari che per due mesi e mezzo ha seguito il programma con risultati finali molto confortanti che si sono diffusi, in alcuni casi, anche all’interno delle famiglie dei partecipanti, divenendo quindi sistemico.

Scritto da Eukinetica Staff

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