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COME stare seduti: questo è il problema

14 Set 2020

Tempo di lettura: 4 minuti

COME stare seduti: questo è il problema

Lo abbiamo detto tante volte nel nostro blog: stare seduti 8-10 ore al giorno ci fa male perché il nostro corpo non è fatto per questo tipo di (in)attività. Soluzione? Stare seduti il meno possibile, o quanto meno interrompere le lunghe ore sedentarie con alcuni stratagemmi. Ad esempio, provare a lavorare su tavoli adattabili anche alla posizione eretta oppure prendere piccoli break per alzarsi e fare stretching intuitivo. L’obiettivo di questi e altri accorgimenti è di “resettare” i muscoli che altrimenti rischierebbero di accorciarsi troppo. Tutto vero, ma una recente ricerca sulla postura di una popolazione di cacciatori-raccoglitori aggiunge un ulteriore aspetto: non bisogna solo considerare se si sta o no seduti, ma come si sta seduti.

Un paradosso: il riposo fa male??

Risparmiare energia quanto più possibile è una preferenza evolutiva che condividono tutti gli esseri viventi. Giusto per fare qualche esempio grossolano: gli alberi che hanno successo nel raggiungere la luce nel modo più breve hanno più probabilità di riprodursi, così come i gatti che riescono a risparmiare più energie nelle loro cacce notturne (o a recuperare meglio durante le lunghe ore di riposo diurno).

Da questo punto di vista è paradossale che il riposo, favorito dall’evoluzione, sia finito per diventare un fattore di rischio per noi esseri umani. Non dimentichiamo infatti che lo star seduti troppo a lungo aumenta di molto i rischi di insorgenza di malattie cardiovascolari e di numerose patologie muscolo-scheletriche (e psicologiche). Alcuni ricercatori hanno voluto scandagliare più a fondo questo paradosso evolutivo e hanno scelto di studiare una ben nota popolazione di cacciatori-raccoglitori: gli Hadza della Tanzania.

Gli Hadza

Considerarli una popolazione fossile sarebbe sbagliato perché il tempo è passato anche per loro. Tuttavia, è innegabile che la vita degli Hadza della Tanzania settentrionale assomigli parecchio a quella che conducevano i nostri antenati prima della rivoluzione agricola (iniziata circa 10.000 anni fa). Gli uomini cacciano gli animali della savana con arco e frecce, le donne raccolgono piante e frutti selvatici, e tutti si muovono per lo più a piedi e vivono in capanne fatte di ramaglie e fango.

Nonostante tutte queste enormi differenze c’è un aspetto che, sorprendentemente, condividiamo: la quantità di tempo di inattività. La ricerca condotta dal Dr. Raichlen e associati ha documentato che, come noi, anche gli Hadza passano circa un terzo della giornata seduti! Ma quindi sono sedentari anche gli Hadza, sebbene a modo loro?

Beh no, se pensiamo alla loro quotidianità—camminare, correre, trasportare pesi anche su lunghe distanze, nutrirsi di cibi semplici—capiamo perché gli Hadza abbiano bassissimi livelli di rischio di malattie cardiovascolari. Ma non c’è solo questo, e qui arriva l’aspetto più intrigante per noi…

Si può stare seduti in tanti modi…

Gli Hadza passano in media più tempo di noi senza camminare, ma la vera differenza sta nel fatto che, durante questi periodi di inattività, essi rimangono per lo più accovacciati o inginocchiati. È qui che sta uno dei segreti della loro salute: queste posture tengono impegnati i muscoli delle gambe a basso ma costante livello di attività, tra il 20% e il 40% rispetto a quando si cammina.

Questa “inattività attiva” fa sì che il corpo non interrompa alcuni importanti processi fisiologici come bruciare i trigliceridi nel sangue e assorbire il glucosio mediato dall’insulina. Quando invece stiamo seduti su una sedia o su un divano, l’attività muscolare è pressoché nulla e tutti questi processi metabolici si interrompono. Come dire: stare seduti non è per forza sbagliato, è il divano a non essere tuo amico!

Possibili raccomandazioni

A conclusione di questo articolo non vogliamo raccomandarti di vivere come un cacciatore-raccoglitore e passare tutto il tempo accovacciato. Anche perché stare accovacciati è duro per chi non lo ha fatto per tutta la vita. La raccomandazione generale è di interrompere le lunghe ore da seduti, ad esempio alzandoci ogni mezz’ora e muovendoci un po’ prima di tornare a sederci. In questo modo, un minimo di attività muscolare può portare il metabolismo a ridurre trigliceridi e lipidi.

C’è chi usa gli “standing desk”, e quindi lavora al computer stando in piedi. Ma, come sappiamo bene in Eukinetica, anche stare a lungo in piedi ha le sue conseguenze negative. Quindi, più che raccomandare un’attività di questo tipo, ti suggeriremmo di variare le posture e fare microginnastiche mentre lavori. Quindi, come al solito, la parola chiave è alternare: un po’ seduti, un piccolo stacco, poi un po’ in piedi, un allungamento e qualche passo in giro per l’ufficio. O per casa…

Pierpaolo Di Carlo

Ricerca & Sviluppo Eukinetica

pierpaolo.dicarlo@eukinetica.it

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