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Il mal di schiena vien mangiando (male)

24 Mag 2018

Tempo di lettura: 3 minuti

Il mal di schiena vien mangiando (male)

Una buona alimentazione per migliorare la postura: una relazione poco nota

Hai mai pensato che alcuni dolori muscolari e articolari potrebbero essere dovuti a quel che mangi? Ebbene sembra proprio che sia così. Luca Mongiardini ci introduce al tema delle relazioni tra alimentazione e postura con un esempio molto comune: il mal di schiena in zona lombare dovuto ad infiammazione degli intestini, spesso dovuta ad un’alimentazione non corretta.

Il cibo e la schiena

Il rapporto tra alimentazione e postura, e le corrispettive ricadute in termini di accentuazione dei dolori muscolo-articolari, non sono mai stati argomenti degni di approfondimento per la maggior parte dei tecnici specialisti; la questione è sempre stata relegata ad un semplicistico “questioni di sovrappeso”, seguito in gran parte dei casi da un altrettanto poco accurato “deve fare più attività fisica e mangiare un po’ di meno”.

In questo modo non si spiega, però, perché anche persone non in sovrappeso soffrono di mal di schiena riconducibili ad abitudini alimentari.

Facciamo un esempio aiutandoci con due semplici domande: ti è mai capitato di sentire aumentare dolori e/o il tuo mal di schiena dopo le vacanze natalizie? Oppure dopo un periodo dove sei spesso fuori per lavoro e quindi costretto a mangiare fuori casa? Noi ne abbiamo incontrate tante!

Il Grande Psoas, pilastro del nostro corpo

Un muscolo che gioca un importante ruolo nel “catturare” le intemperanze alimentari è il muscolo Grande Psoas. Il Grande Psoas origina all’altezza delle vertebre lombari e si inserisce appena sotto l’anca. Il suo compito motorio è quello di flettere la coscia verso il busto, ma come tutti gli altri muscoli può contrarsi senza esprimere movimento.

Proprio davanti al grande psoas troviamo in intima relazione i due intestini: il crasso e il tenue. Quando si infiammano come nei casi di colite, stipsi, gonfiore o altri disturbi legati all’alimentazione, gli intestini generano nelle aree limitrofe un aumento della tensione dei muscoli, un po’ come quando senti un’articolazione infiammata e ti accorgi che i muscoli sono più rigidi. Lo psoas, proprio per la sua caratteristica anatomica, quando è più rigido necessariamente accentua la pressione sui dischi intervertebrali che, se già sofferenti, non potranno far altro che esacerbare il dolore.

Pensare al processo di causa ed effetto prima di prendere gli antinfiammatori

Il più delle volte questo meccanismo muscolare non viene considerato e per risolvere uno stato di malessere lombare ci si affida ad un comune farmaco antinfiammatorio. Se osserviamo il fenomeno dal punto di vista della logica causa-effetto, come ci piace solitamente fare, l’antinfiammatorio lavora sulla causa secondaria, ovvero il mal di schiena, il quale però è causato da un eccesso di cibo o dall’assunzione di cibi che vengono mal tollerati dagli intestini.

La cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di passare qualche giorno cibandosi di sola verdura e frutta (con prevalenza verso la verdura); sia in forma integra sia in versione estratta o spremuta. Anche utile potrebbe essere associare ad esse delle buone tisane calde o anche semplicemente acqua calda nel tentativo di facilitare le digestioni successive, mobilizzare maggiormente il transito intestinale e favorire il riposo degli organi interni.

L’obiettivo è quindi quello di far “sfiammare” gli intestini perché questi smettano di far tendere lo psoas.

Magari ci vorrà qualche giorno, ma l’effetto benefico è assicurato.

Mangiar bene = voler bene alla propria schiena!

Quindi, seppur non sia necessario, la prossima volta che ti capita di mangiare “disordinato”, osserva cosa succede alla tua schiena, soprattutto se già dolorante per altri motivi. Una cattiva alimentazione può essere causa di una più facile cronicizzazione del dolore e pertanto una minor capacità di gestione dello stesso, ma può anche esserne la motivazione principale.

Ricorda che il nostro organismo si sa riorganizzare anche dopo le tempeste, ma non dimenticare neanche che ogni tempesta lascia il segno e che dopo ogni tempesta ci deve sempre essere la quiete!

 

Luca Mongiardini

Partner, Training & Coaching Eukinetica

luca.mongiardini@eukinetica.it

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Scritto da Pierpaolo

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