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HR, wellbeing e organizzazione dei lavoratori: 8 trend del 2022

17 Gen 2022

Tempo di lettura: 8 minuti

HR, wellbeing e organizzazione dei lavoratori:  8 trend del 2022

In questo articolo parliamo di:

Wellbeing come elemento imprescindibile in azienda, crescente priorità alla salute mentale del dipendente e al work life balance nell’ottica di nuove riorganizzazioni del lavoro: sono questi alcuni dei principali trend che nel 2022 troveranno spazio all’interno delle aziende. 

Infatti, quella che oggi viene definita “nuova normalità”, implica il dover convivere con nuove regole e paradigmi anche sul piano lavorativo.

Dunque come potrebbe trasformarsi il ruolo degli HR Director, degli HR Manager e delle figure che in azienda si occupano della salute e della sicurezza dei lavoratori?

Per tutti loro, la parola-chiave del 2022 è Rethinking organizzativo: ripensare a nuove modalità per l’organizzazione dei team di lavoro, che deve essere flessibile e smart non soltanto per coloro che possono fare remote working, ma per tutte le figure che vivono l’azienda, anche attraverso un utilizzo più consapevole del digitale, che in molti casi in questi ultimi anni aveva inciso negativamente sul benessere generale dei lavoratori. 

Contrastare la tendenza alla Great Resignation 

“Great Resignation” è il nome che è stato dato al fenomeno, tuttora in atto, che ha avuto inizio con il primo lockdown del 2020, quando un gran numero di  lavoratori in tutto il mondo ha preferito rassegnare le proprie dimissioni, in alcuni casi anche lasciando un lavoro stabile. 

In Italia, stando ai dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, soltanto tra aprile e giugno 2021 sono state registrate 2 milioni 587mila chiusure dei rapporti lavorativi, con una crescita del 37% rispetto al trimestre precedente e un +768mila unità rispetto allo stesso trimestre del 2020. Di queste, 484 mila sono avvenute per dimissioni volontarie dei lavoratori. 

È innegabile che la pandemia abbia aperto nuovi scenari davanti a una rinnovata consapevolezza delle risorse umane sulle proprie condizioni di benessere sul lavoro, anche mentre quest’ultimo viene svolto da remoto.

Un’indagine di Febbraio 2021 condotta dall’IBM Institute for Business Value (IBV), che ha coinvolto 14.000 persone in tutto il mondo, aveva già rilevato che 1 persona su 4, a livello globale, intendeva cambiare posto di lavoro nel 2021, anche a causa degli sconvolgimenti dovuti alla pandemia da Covid-19. 

Le principali ragioni che hanno portato a questa scelta sono state la necessità di lavorare in una realtà più flessibile (per il 32% degli intervistati) e la volontà di avere anche incarichi più mirati e soddisfacenti (27%). Nello scegliere il nuovo posto di lavoro, quello che guardano le persone è l’equilibrio tra lavoro e vita privata (51%) e, nel 36% dei casi, le opportunità di formazione che vengono loro offerte.

Insomma, alla base di questo grande cambiamento globale sembra ci sia quella che il New York Times, in un articolo pubblicato ad aprile 2021, ha definito come la YOLO Economy.

Teorizzata dal Kevin Roose, la You Live Once Economy (YOLO, appunto) affonda le sue radici nella nuova consapevolezza (soprattutto dei Millennials e dei lavoratori più giovani) secondo la quale i costi economici, psicologici e sociali del rientro in ufficio, corredati da abitudini e schemi pre-pandemia possono essere maggiori di quanto possano essere i benefici.

Per questo motivo, la Yolo economy si concretizza in uno stile di vita e in un approccio ai processi decisionali caratterizzato nel prendere decisioni ardite e non temere di esporsi ai rischi che queste comportano, anche nel caso di rinunciare all’attuale lavoro per cercare sul mercato qualcosa di più adatto alle proprie esigenze e più aderente al proprio work-life balance.

Appare quindi evidente lo stretto legame che intercorre tra la tendenza alla Great Resignation e la YOLO Economy, e che entrambi i fenomeni non possono essere ignorati dalle figure aziendali che si occupano dei lavoratori e del loro wellbeing. 

8 workplace Trend del 2022 per le figure HR

Accanto a queste macro-novità degli ultimi mesi del 2021, ci sono alcune tendenze nel mondo del lavoro che non possono essere trascurate e che, con ogni probabilità, rappresenteranno un faro luminoso per la strada degli HR Manager nel 2022.

Di seguito ne segnaliamo otto che, a nostro parere, sono particolarmente degni di attenzione:

1. Il wellbeing dei dipendenti al centro

Un recente articolo di Forbes USA ha così riassunto il tema del wellbeing sul lavoro:

“Il benessere dei dipendenti non è più un benefit, ma diventa un’opportunità per il datore di lavoro di supportare i dipendenti in tutti gli aspetti della loro vita personale e lavorativa”.


Come mostra l’infografica qui sotto (fonte Forbes), il concetto di wellbeing va oltre il semplice benessere fisico, e oggi include anche l’aspetto emotivo, finanziario, sociale e professionale.

Fonte: Forbes

Negli Stati Uniti, le organizzazioni che forniscono servizi di wellbeing per lavoratori stanno incoraggiando le aziende ad adottare strategie chiare e definite per la gestione dello stress sul lavoro.

Secondo il report “2022, Employee Wellness Industry Trends Report” di Wellable Labs, le soluzioni più diffuse per l’introduzione di buone pratiche di wellbeing in azienda sono rappresentate nel 43% da programmi formativi per i lavoratori, anche con l’ausilio di strumenti e piattaforme digitali.

Il wellbeing sembra essere la chiave, da un lato, per far sì che la aziende evitino la Great Resignation dei propri dipendenti e, dall’altro, per attirare e far rimanere talenti, specialmente tra le nuove generazioni che, come abbiamo visto, sono sempre più consapevoli e attente a questi aspetti. 

2. Priorità alla salute mentale dei lavoratori

Il benessere fisico non può prescindere dal benessere mentale, elemento fondamentale del flourishing del lavoratore, come avevamo visto in uno dei precedenti articoli sul nostro blog. 

Dopo due anni di pandemia, la salute mentale di tutti noi è messa a dura prova: basti pensare, ad esempio, alla costante e indispensabile sovraesposizione al digitale a cui siamo sottoposti, oltre che alle esperienze di lockdown che si sono susseguite, che hanno visto numerosissimi lavoratori dover adattare rapidamente le proprie abitudini.

Sempre secondo il report di Wellable, la priorità del 2022 per molte aziende sarà quella di dare maggiore attenzione alla salute mentale dei propri lavoratori:

Fonte: Wellable Labs

Accanto al dilagare delle dimissioni, l’altra grande preoccupazione di molte realtà aziendali è il burnout dei dipendenti. I dati dell’indagine di Wellable riportano un aumento del 21% di casi di burnout in azienda e un +17% dei sintomi fisici legati allo stress.

Per prevenire i casi di burnout, la scelta si sta orientando su più direzioni:

Fonte: Wellable Labs

Vi sono anche delle differenze tra piccole e grandi aziende: sempre secondo l’indagine di Wellable, mentre il 47% delle aziende con più di 250 dipendenti sta aumentando i propri investimenti verso iniziative di stress management e resilienza, l’81% delle aziende di medie dimensioni e l’85% delle aziende di grandi dimensioni sono convinte che dovranno investire di più su questi temi con l’anno a venire. 

È facile quindi prevedere che il 2022 (e anche il 2023) sarà l’anno della crescente attenzione verso il benessere mentale dei lavoratori.

3. Reskilling e Upskilling delle risorse umane

In un momento di cambiamento così importante come quello che stiamo vivendo nel mondo del lavoro, diventa più che mai fondamentale per gli specialisti HR investire sul reskilling e sull’upskilling delle proprie risorse umane, che sempre più spesso sono tenute a una formazione costante. 

In particolare, Forbes pone l’attenzione sulla questione della longevità. Oggi, grazie ai progressi della scienza e della medicina, l’aspettativa di vita tende ad aumentare, con un impatto anche sul mondo del lavoro grazie allo spostamento in avanti dell’età pensionabile.

È essenziale quindi avere già una strategia che punti sulla formazione continua dei dipendenti, che con l’avanzare dell’età potranno comunque rimanere al passo con le novità sul lavoro. È l’esempio di quello che sta facendo adesso Amazon che, con il programma interno “Career Choice” ha investito 1,2 miliardi di dollari per finanziare lauree, diplomi di scuola superiore e corsi di inglese per i lavoratori in ottica di upskilling.

4. L’ambiente di lavoro acquisisce ulteriore importanza

L’esperienza di questi ultimi anni ha profondamente modificato le aspettative dei lavoratori, che oggi chiedono ambienti che supportino la loro produttività.
Andare in ufficio diventa quindi un’opportunità, e l’ufficio stesso si trasforma in uno strumento di lavoro. Un sondaggio condotto da Qualtrics ha messo in evidenza la correlazione tra ambiente di lavoro e produttività secondo i lavoratori:

Fonte: Qualtrics

Un’idea vincente, quindi, potrebbe essere quella di riadattare degli spazi per destinarli al wellbeing, proprio come nel caso di IVECO Brescia.

5. Il lavoro ibrido nel post-pandemia

La modalità di lavoro ibrida, che prevede di spendere una parte delle ore lavorative in ufficio e una parte lavorando da remoto, sarà destinata a rimanere anche dopo la pandemia.

L’indagine di Accenture “The future of work: a hybrid work model” (Aprile 2021) ha rilevato che l’83% dei lavoratori che vi hanno preso parte preferisce un modello di lavoro ibrido, e che il 63% delle aziende ad alta crescita ha già adottato un modello di forza lavoro “produttività ovunque”.

D’altra parte, la libertà di poter lavorare in un luogo diverso dal proprio ufficio, pur raggiungendo gli obiettivi concordati con l’azienda, è uno dei pilastri della YOLO Economy e delle nuove generazioni che si stanno approcciando al mondo del lavoro.

La sfida degli HR sarà quindi quella di rivedere l’organizzazione aziendale non in un’ottica emergenziale, come avvenuto fino ad oggi, ma affinché il lavoro ibrido possa diventare una realtà consolidata e strettamente legata al work-life balance di manager e dipendenti.

6. Maggiore attenzione ai valori dell’azienda

Un altro fenomeno di questi ultimi tempi è stato definito da Forbes “The Employee Expectations Gap”, e ha a che fare con le differenze tra i valori dell’azienda e quelli dei dipendenti, che oggi sono sempre più portati a cercare lavoro in realtà più vicine ai loro valori di riferimento. 

Fonte: Forbes

La ricerca “Closing the Employee Expectations Gap”, condotta da Blue Beyond Consulting’s su un campione di 753 leader aziendali, ha evidenziato che otto dipendenti su dieci affermano che è importante che i valori della propria azienda siano allineati ai propri.

Le aziende dovranno quindi mostrare maggiore trasparenza circa la loro mission e vision, che non sono più elementi marginali ma importanti protagonisti nella vita aziendale dei dipendenti.

7. Work-life balance per i genitori

Un altro tema ampiamente discusso negli ultimi anni è stato quello delle crescenti necessità dei lavoratori che hanno figli, considerato anche il cambiamento delle abitudini, che spesso ha visto una maggiore presenza dei figli in casa insieme ai genitori che nel frattempo lavorano da remoto.

Gli studi sulla salute mentale dei lavoratori hanno spesso evidenziato come negli ultimi tempi i tassi di burnout siano altissimi soprattutto tra chi ha figli e deve gestire il lavoro da casa.

Ma la pandemia ha anche aumentato le loro istanze nel sostenere i propri bisogni, da giornate lavorative più brevi, orari flessibili, fino a migliori politiche di congedo parentale.

Per trattenere i talenti ed evitare la Great Resignation, ecco un altro tema su cui i comparti HR dovranno ragionare per migliorare le politiche di welfare aziendale.

8. Settimane lavorative più corte

La settimana lavorativa da 4 giorni è un esperimento che stanno portando avanti diverse realtà, soprattutto nei Paesi Scandinavi e negli Stati Uniti, e che si lega strettamente alle crescenti necessità di work-life balance di cui abbiamo parlato prima.

Secondo il rapporto annuale “29 Big Ideas” di LinkedIn, nel 2022 possiamo aspettarci di vedere alcuni settori abbracciare la settimana lavorativa di quattro giorni.

A livello internazionale, questa tendenza è già diventata popolare con aziende come ad esempio Microsoft Japan e Semco. Secondo LinkedIn News, i risultati della prova che hanno effettuato in questa direzione mostrano un miglioramento del benessere dei dipendenti, dell’equilibrio tra lavoro e vita privata e della produttività.

Anche nel 2022 Eukinetica sarà al fianco degli HR Manager, degli HSE e degli RSPP per portare ai lavoratori una maggiore consapevolezza sulla propria salute, sul proprio benessere e sulla propria sicurezza sui luoghi di lavoro.

Sappiamo che, tra le tue sfide lavorative di questo nuovo anno, rientra anche la challenge di garantire la corretta gestione del personale e il potenziamento delle risorse umane, che deve necessariamente avvenire in un’ottica di rinnovamento dato dalle novità elencate qui sopra.
La nostra formazione è la strada giusta per introdurre in azienda corsi nuovi, interessanti e realmente coinvolgenti per i lavoratori che gestisci.

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Fonti:

https://www.lavoro.gov.it/priorita/Pagine/Comunicazioni-Obbligatorie-pubblicata-la-Nota-relativa-al-II-trimestre-2021.aspx
https://it.newsroom.ibm.com/Study2021SkillsGrowth
https://www.forbes.com/sites/jeannemeister/2022/01/05/top-ten-hr-trends-for-the-2022-workplace
https://www.linkedin.com/pulse/trend-mondiali-nella-employee-experience-da-positiva-nr-montuschi/
https://www.accenture.com/us-en/insights/consulting/future-work
https://www.linkedin.com/pulse/29-big-ideas-change-our-world-2022-linkedin-news/
Scritto da Eukinetica Staff

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