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Ergonomia e adattabilità: perché i sistemi rigidi falliscono nel garantire ambienti di lavoro sicuri e produttivi

27 Gen 2026

Tempo di lettura: 7 minuti

Ergonomia e adattabilità: perché i sistemi rigidi falliscono nel garantire ambienti di lavoro sicuri e produttivi

Nel panorama lavorativo contemporaneo, la complessità e la diversità delle persone che compongono la forza lavoro, unitamente all’evoluzione continua delle tecnologie e delle modalità di svolgimento dei compiti, impongono un ripensamento profondo delle strategie di progettazione ergonomica, andando oltre la visione statica di angoli fissi come i 90° per le ginocchia, i gomiti e il busto. La semplice applicazione di sistemi rigidi e standardizzati, sebbene abbia rappresentato un passo importante nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, si rivela ormai insufficiente nel rispondere alle esigenze di ambienti di lavoro flessibili, personalizzati e adattabili.

In questo articolo, approfondiremo i limiti dell’ergonomia tradizionale, evidenziando l’importanza di un approccio incentrato sull’adattabilità e sulla personalizzazione delle postazioni di lavoro. Analizzeremo le implicazioni pratiche di questa filosofia nel design degli ambienti lavorativi, nelle strategie di gestione e nelle politiche di sicurezza aziendale, accompagnando il lettore in un percorso che mira a promuovere ambienti di lavoro più salubri, sostenibili e produttivi.

L’evoluzione dell’ergonomia: dal rigore alla flessibilità

L’ergonomia nasce ufficialmente come disciplina scientifica volta a ottimizzare l’interazione tra uomo, macchina e ambiente nel 1949 grazie a Murrel, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, il comfort e l’efficienza. Tradizionalmente, questa disciplina si è basata su normative e linee guida universalistiche, spesso standardizzate, che definivano parametri di progettazione validi per la maggioranza dei casi. Esempi di ciò sono le normative sui mobili ergonomici, le altezze di scrivanie e sedie regolabili e le linee guida sui carichi di lavoro.

Tuttavia, nel corso degli anni, si è evidenziato come tali approcci, sebbene fondamentali, abbiano dei limiti: l’universalità delle soluzioni non può prescindere dalle caratteristiche individuali di ogni lavoratore e dai contesti specifici di utilizzo. I sistemi rigidi tendono a semplificare la complessità umana, portando a risultati che possono essere controproducenti, come disagio, affaticamento cronico e infortuni occupazionali.

Il passaggio verso l’ergonomia personalizzata e adattabile rappresenta quindi una svolta epocale, che mira a integrare flessibilità e individualità nel processo di progettazione.

I limiti dei sistemi ergonomici standardizzati

Semplificazione e perdita di individualità

Gli standard ergonomici sono fondamentali per garantire un livello minimo di sicurezza, ma spesso non tengono conto delle differenze fisiologiche, cognitive e psicologiche tra individui. Ad esempio, una sedia regolabile secondo i parametri standard può non essere adeguata a un lavoratore con caratteristiche antropometriche particolari, portando a posture scorrette e conseguenti dolori muscolo-scheletrici (DMS), che rappresentano in Italia la causa principale di assenteismo nei luoghi di lavoro. 

Un esempio su tutti è quello del supporto lombare per garantire il mantenimento della curva fisiologica di quel tratto che tende a ridursi o annullarsi nel passaggio dalla posizione eretta a quella assisa che, spesso, non è dotato di un range di regolazione in grado di soddisfare le potenziali diverse altezze di chi la utilizzerà. Lo stesso supporto, inoltre, ha la caratteristica di essere molto rigido e questa particolarità può, a chi ha una condizione di marcata rigidità muscolare in quel tratto, generare una sensazione di notevole disagio e scomodità a tal punto da decidere di non utilizzarlo. 

Risposta rigida alle esigenze mutevoli

In molte realtà aziendali, le condizioni di lavoro cambiano nel tempo: nuovi strumenti, tecnologie, modalità di lavoro da remoto o ibrido, turni e carichi di lavoro variabili. Sistemi non adattabili non sono in grado di rispondere efficacemente a queste trasformazioni, generando inefficienza e rischi per la salute.

Quando le postazioni di lavoro sono progettate senza considerare le caratteristiche specifiche degli utenti, si creano disallineamenti che causano sforzi eccessivi, movimenti innaturali o forzature posturali. Questi disallineamenti sono tra le principali cause dei DMS, infortuni e assenteismo.

Nel caso di aziende che prevedono il telelavoro o lo smart working per i propri lavoratori, sarebbe anche opportuno che l’azienda concorresse nell’accertarsi che la postazione di lavoro domestica risponda correttamente alle necessità del lavoratore onde prevenire la potenziale inefficienza o insorgenza di rischi per la salute muscolo scheletrica e non solo.

L’approccio centrato sull’adattabilità: una prospettiva vincente

La filosofia dell’adattamento individuale

L’ergonomia moderna si basa sul principio che l’ambiente di lavoro deve essere adattabile alle persone, non viceversa. Questo significa progettare strumenti, postazioni e ambienti che possano essere facilmente regolati e personalizzati, rispettando le caratteristiche e le esigenze di ciascun lavoratore. Tuttavia, c’è da tenere in considerazione un aspetto molto importante, ovvero il fatto che per quante regolazioni uno strumento possa avere, difficilmente potrà adattarsi all’unicità di ogni lavoratore, per cui nasce la necessità che il fruitore possa adattarsi al meglio agli strumenti di lavoro passando attraverso la propria elasticità/flessibilità. Sicuramente una struttura muscolo scheletrica rigida avrà difficoltà di adattamento a uno strumento anche dotato di diverse regolazioni.

A tal proposito, il nostro corso di postura ed ergonomia, declinato alle diverse tipologie di mansioni (office, heavy work, retail e drive), propone una serie di conoscenze, strumenti ed esercitazioni pratiche al discente che consentono proprio di migliorare l’elasticità muscolare e, di riflesso, la flessibilità articolare affinché possa, in un colpo solo, agire sia sull’aspetto preventivo/curativo di potenziali DMS e sulla necessità di potersi adattare al meglio agli strumenti di lavoro.

A supporto di ciò, Eukinetica mette anche a disposizione delle aziende la possibilità di allestire all’interno dei propri edifici il Korner, una palestra “non palestra” provvista di attrezzature e strumenti funzionali all’allenamento dell’elasticità muscolare e della flessibilità articolare, che non richiedono alcun tipo di manutenzione nel tempo. L’idea del Korner nasce con l’intento di rendere indipendenti le aziende, una volta formati i propri lavoratori ai migliori principi posturali, e una volta creato un gruppo di “leader” interni (che si contraddistinguono per passione verso l’allenamento, o che per hobby svolgono un ruolo di coach, allenatori o preparatori atletici) che a turno possono presidiare il Korner a supporto di chi, nelle pause, vuole dare ristoro al proprio apparato muscolo scheletrico.

Elementi chiave dell’ergonomia adattativa

Elementi chiave dell’ergonomia adattativa
  • Strumenti regolabili: sedie con molteplici regolazioni, scrivanie alte/basse, monitor regolabili in altezza, tastiere e mouse ergonomici con opzioni di personalizzazione.
  • Euback: il cuscino lombare ideato e progettato da Eukinetica, da noi considerato un dispositivo del benessere individuale (DBI), che permette a ogni lavoratore di poter adattare qualunque tipo di seduta alle proprie necessità ergonomiche e di comfort.
  • Soluzioni modulari: ambienti di lavoro che possono essere configurati in base alle necessità, con componenti facilmente modificabili.
  • Formazione e sensibilizzazione: educare i lavoratori e i responsabili all’importanza dell’adattamento, promuovendo una cultura dell’ergonomia personalizzata.
  • Tecnologie intelligenti: sistemi basati su IoT (internet delle cose) o IA (intelligenza artificiale) che monitorano attivamente l’ambiente o i dispositivi utilizzati per lavoro per migliorare sicurezza, produttività e comfort, tramite sensori (Smart DPI) che forniscono feedback in tempo reale, trasformando così la protezione da passiva a attiva. 

Di seguito alcuni esempi di applicazioni pratiche:

  • Euback: rappresenta la soluzione per poter migliorare la comodità e l’ergonomia delle sedute d’ufficio e di casa con un notevole contenimento dei costi sia per il lavoratore che per l’azienda qualora dovesse modificare tutte le sedute presenti in loco. 
  • Smart DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): Caschi o guanti con sensori che rilevano calore, gas tossici, o posture scorrette, avvisando il lavoratore e inviando dati.
  • Monitoraggio Ambientale: Sensori in loco rilevano gas, umidità, temperature estreme, attivando allarmi o sistemi di ventilazione.
  • Tracciabilità e Controllo Accessi: Tag RFID o riconoscimento facciale per monitorare la posizione dei lavoratori e garantire l’accesso solo a personale autorizzato in zone a rischio.
  • Analisi Predittiva: Algoritmi che analizzano i dati per prevedere e prevenire potenziali pericoli prima che si verifichino.
  • Formazione Avanzata: Realtà Virtuale (VR) e Aumentata (AR) per simulare scenari di rischio e addestrare i lavoratori in sicurezza.
  • Uffici Intelligenti: Sistemi che adattano illuminazione, temperatura e configurazione degli spazi (es. zone silenziose vs. aree collaborative) in base all’uso e alla presenza, migliorando il comfort e la produttività. 

Vantaggi dell’approccio adattivo

  • Comfort e benessere aumentati: postazioni che si adattano alle caratteristiche fisiche e alle preferenze individuali riducono il rischio di dolore e affaticamento.
  • Maggiore produttività: lavoratori più comodi e meno soggetti a disturbi sono più motivati e performanti.
  • Prevenzione degli infortuni: ambienti flessibili consentono di ridurre posture scorrette e movimenti innaturali.
  • Flessibilità organizzativa: le aziende possono rispondere rapidamente ai cambiamenti di task, team o modalità di lavoro.

Implicazioni pratiche nella progettazione e gestione degli ambienti di lavoro

Analisi approfondita delle caratteristiche dei lavoratori e dei task

Ogni intervento ergonomico dovrebbe partire da un’analisi dettagliata dei soggetti coinvolti e delle attività svolte. Questo comprende:

  • Valutazione antropometrica e posturologica 
  • Analisi dei compiti e dei movimenti richiesti
  • Valutazione delle condizioni ambientali (luminosità, rumore, temperatura)
  • Identificazione di eventuali disabilità o esigenze particolari

A tal proposito tra i servizi che offriamo alle aziende c’è proprio il posturologo in azienda oltre all’assesment ergonomico individuale.

Soluzioni modulari e regolabili

Le postazioni devono essere progettate con elementi facilmente modificabili:

  • Sedie regolabili in altezza, inclinazione, supporto lombare
  • Scrivanie con altezze regolabili elettricamente o manualmente
  • Monitor con supporti regolabili e sistemi di gestione dei cavi
  • Strumenti di input ergonomici e personalizzabili

Formazione e sensibilizzazione

Coinvolgere attivamente i lavoratori nel processo di adattamento, fornendo formazione sui principi ergonomici di base e sulle modalità di regolazione delle postazioni, promuovendo una cultura aziendale orientata alla prevenzione e al benessere.

Per un servizio più completo, la formazione che proponiamo sul tema postura ed ergonomia, permette al lavoratore di acquisire oltre che le conoscenze utili in ambito ergonomico, anche conoscenze fondamentali per accrescere la consapevolezza del lavoratore verso quella parte di salute di cui il lavoratore e direttamente responsabile, ovvero lo stile di vita che conduce che, nel medio e lungo periodo, ha un notevole impatto sulla personale salute e sicurezza.

Monitoraggio continuo e adattamenti periodici

L’ergonomia non è un intervento una tantum, ma un processo dinamico. È fondamentale implementare sistemi di monitoraggio, feedback e revisione periodica delle postazioni di lavoro, per garantire che continuino a rispondere alle esigenze degli utenti nel tempo. Questo tipo di approccio permetterebbe alle aziende, di anno in anno, di poter aggiustare l’azione volta al raggiungimento della massima soddisfazione interna e dei lavoratori coinvolti. 

Casi di successo e best practice

Casi di successo applicabili

Numerose aziende hanno adottato strategie di ergonomia adattiva, ottenendo miglioramenti significativi in termini di salute, soddisfazione e produttività dei lavoratori. Tra queste:

  • Aziende tech che utilizzano scrivanie e sedie regolabili in modo automatico, integrando sistemi di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione delle impostazioni.
  • Settori manifatturieri che adottano moduli di postazioni di lavoro personalizzabili, riducendo i disturbi muscolo-scheletrici tra gli operatori.
  • Uffici con ambienti flessibili e configurabili, in cui i lavoratori possono scegliere la propria postazione o modificarla in base alle preferenze del momento.
  • Aziende che hanno investito in un progetto formativo decennale con noi, proprio per rivedere e migliorare l’ergonomia di tutti i vari settori aziendali.
  • Aziende della GDO nostre clienti che hanno rivisto progressivamente l’ergonomia di tutti i settori interni (a partire dagli uffici per arrivare alle casse, coinvolgendo anche i vari reparti del supermercato) affinché tutta la popolazione lavorativa potesse godere di un’effettiva miglioria della postazione di lavoro per certificare un miglioramento ergonomico globale di tutta l’azienda. 

Conclusioni: una sfida e un’opportunità per il futuro del lavoro

L’evoluzione dell’ergonomia verso un modello più flessibile e personalizzato rappresenta non solo una risposta efficace alle sfide attuali, ma anche un’opportunità per le aziende di innovare, migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti e rafforzare la competitività.

Per i responsabili di sicurezza, i progettisti e i decision maker, questa prospettiva richiede un cambio di paradigma: dall’applicazione di standard rigidi alla creazione di ambienti di lavoro adattabili, in cui ogni lavoratore può trovare il proprio equilibrio tra comfort, efficienza e sicurezza.

Se desideri approfondire come implementare approcci ergonomici personalizzati nella tua azienda, contattaci per una consulenza dedicata. La nostra esperienza ti aiuterà a progettare ambienti di lavoro più sani, sostenibili e performanti, in linea con le esigenze di un mondo del lavoro in continua evoluzione.

Articolo a cura di Giovanni Castellani, Training Manager e Partner di Eukinetica.

Scritto da Eukinetica Staff

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