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Come porsi di fronte ai dolori articolari

9 Giu 2020

Tempo di lettura: 5 minuti

Come porsi di fronte ai dolori articolari

Possiamo soffrire di innumerevoli dolori articolari, ma a ben vedere ce ne sono solo di due tipi: diretti e indiretti. I dolori “indiretti” sono i più difficili da risolvere perché le cause scatenanti non sono immediatamente riconoscibili. In questo articolo, esploriamo quali e quanti possano essere i fattori in gioco, ricordandoci che in ultima analisi l’obiettivo è … conoscere se stessi!

Viviamo su un pianeta dove ogni cosa è regolata dalla legge di causa-effetto: ogni fenomeno può essere visto come effetto di una causa o di più concause. Come ogni altro fenomeno, anche il dolore articolare non sfugge a questa legge.

Trauma diretto e indiretto

Quando il dolore articolare è frutto di un trauma diretto, non ci sono dubbi in merito alla sua origine. Se ad esempio batto il gomito contro uno spigolo e la zona si gonfia e crea dolore, intervengo direttamente sulla parte sofferente attraverso l’applicazione di ghiaccio e pomate varie per cercare di contenere il potenziale ematoma e ridurre al minimo l’intensità del disagio del momento.

Se invece mi sveglio la mattina con un dolore articolare che non è frutto di alcun trauma, è fondamentale avere le conoscenze per risalire alla sua origine, che talvolta risiede molto lontano dal punto sofferente. Un’eventuale azione esclusiva sulla parte che vive il disagio non rappresenterebbe la soluzione definitiva.

Ecco allora che l’osservazione del corpo umano e della mente umana come un insieme di parti interconnesse tra loro dalla profondità alla superficie e viceversa, può aiutare a destreggiarsi nella complessa rete di interazioni che esistono e ricercare con maggiore facilità la causa o le diverse concause all’origine del dolore articolare.

Contrazione muscolare volontaria e involontaria

In fisiologia la contrazione muscolare è la risposta dei muscoli allo stimolo di eccitazione che il sistema nervoso invia per generare volontariamente un movimento. In linea di massima, il movimento ha origine da una precisa intenzione che viene elaborata dal sistema nervoso, che produce degli impulsi elettro chimici, i quali generano la risposta di contrazione da parte dei muscoli i quali, a loro volta, comandano infine lo scheletro a muoversi. Potremmo quindi dire che il sistema nervoso è paragonabile a un direttore d’orchestra che saggiamente attiva l’organismo in tutte le sue funzioni.

Il sistema nervoso ha una tensione di base, definita tecnicamente tono basale, che mantiene sempre presente uno stato di attività organica anche nei momenti di massimo riposo come quando si dorme o si è piacevolmente rilassati. È possibile paragonare il tono basale ai giri del motore di un’automobile; se fossero mal regolati, avvertiremmo un motore “su di giri” anche quando l’auto fosse in folle. Per l’organismo, avere i “giri del motore alti” significa mantenere la muscolatura sempre in uno stato di tensione relativamente alto senza che si ingrani la marcia per partire.

Può, infatti, capitare che il sistema nervoso, a seguito di stimoli sia esterni che interni, aumenti il suo stato di tensione basale e che i muscoli mantengano uno stato di allerta che non si trasforma mai in movimento, come quando si soffre il freddo e non si ha la possibilità di coprirsi, o come quando si sta guardando un film horror sul divano. Avete presente?

Worried boy watches a film. concept of entertainment and streaming tv. background

Fattori che scatenano la tensione muscolare involontaria

Oltre ai film horror e alle coperte troppo leggere, ci sono numerosi fattori capaci di mantenere alti i giri del motore nonostante non ci sia un’intenzione a compiere movimento. Nella figura sottostante ne vediamo elencati alcuni.

Il perdurare di uno o più di questi fattori determina uno stato di tensione muscolare elevato e costante anche mentre si è a riposo, e una conseguente compressione articolare. In occasione di movimenti, questa compressione causa un maggior attrito intra-articolare, un consumo precoce delle cartilagini, oltre che uno stress ai recettori interni delle articolazioni deputati a inviare lo stimolo del dolore.

Mente-corpo e il dolore come opportunità

Come indica l’immagine soprastante, tra i fattori scatenanti ce ne sono molti che potremmo definire “psicologici”: preoccupazioni, ansie, paure. Questi si traducono a livello corporeo, così come alcuni fattori fisici si traducono a livello psicologico—ad es. le esperienze di dolore possono aumentare le nostre paure. Da questo possiamo giungere ad una prima, piccola ma preziosissima conclusione: il dolore che non è frutto di un trauma diretto necessariamente affonda le proprie radici nello stile di vita che si conduce.

Ecco, allora, che il dolore, come già discusso in un precedente articolo, può diventare uno strumento, oltre che un’opportunità, per conoscere una parte di sé che spesso è data per scontata non conoscendo—o avendo timore nell’esplorare—il vero significato della legge di causa-effetto. Come insegnava Einstein, cercare di risolvere un problema continuando a fare le stesse cose che lo hanno generato, non è la migliore soluzione. Per usare il dolore come strumento di conoscenza è necessaria la volontà e l’umiltà di ammettere che non siamo impeccabili e affidarsi a chi può fornire punti di vista alternativi e complementari per osservare una scomoda e fastidiosa realtà.

La risposta nella formazione aziendale

La vita lavorativa, la quotidianità delle relazioni tra colleghi e collaboratori, gli impegni e le responsabilità all’interno di un’azienda sono sicuramente tutti fonte di molti dei fattori che scatenano dolori articolari, sia diretti che indiretti, sia fisici che mentali. L’azienda, tuttavia, può anche diventare il luogo—fisico o virtuale che sia—per iniziare ad esserne consapevoli e risolverli.

Questo è ad esempio quello che facciamo regolarmente nelle nostre formazioni, sia in aula che online. La missione di Eukinetica è in linea con l’invito da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che nel 1986 fece appello a tutte le istituzioni, aziende comprese, a favorire l’alfabetizzazione alla salute delle persone, mettendo a disposizione conoscenze e risorse utili a tal fine. La formazione d’aula e quella online, centrate sull’esperienzialità attraverso le micro-ginnastiche, mirano a fornire a ognuno le conoscenze di base del corpo umano e delle logiche che possono favorire la prevenzione di patologie e il loro trattamento, qualora già presenti. Tutto sempre provando in prima persona “l’effetto che fa”. Nessun dogma, tutto si illustra, si sperimenta e si spiega.

Crediamo fortemente che ridare la capacità all’individuo di ascoltarsi nel profondo per recuperare una parte di sé che si è magari un po’ persa nel tempo rappresenti la soluzione migliore per motivare chiunque ad aprirsi al cambiamento senza temerlo. La nostra esperienza con migliaia di partecipanti e decine di importanti aziende italiane e internazionali ci ha insegnato che accompagnare le persone in questo importante processo di consapevolezza è un fortissimo incentivo perché esse decidano di esercitare la responsabilità personale nel prendersi cura di sé quotidianamente attraverso piccole azioni e decisioni capaci di fare la differenza.

Giovanni Castellani

Partner, Training Trainer & Coaching Eukinetica

giovanni.castellani@eukinetica.it

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Scritto da Pierpaolo

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